Tech Coffee organizza Make & Share, un evento sull’Internet of Thing, un futuro più vicino di quello che pensiamo – di Michele Sabella

Tech Coffee in collaborazione con Informatici Senza Frontiere e LILiS – Laboratorio per l’Informatica Libera Sannita, con il patrocinio del Comune di Benevento ed il supporto di Consulsat ha organizzato Make & Share – una giornata dedicata all’Internet of Things, a Palazzo Paolo V a Benevento.

Miniaturizzazione dell’elettronica, disponibilità di sofisticati sensori a costi sempre minori, la diffusione di reti efficienti stanno rendendo possibile la prossima rivoluzione dell’Internet of Things.

Le applicazioni di questo nuovo approccio al mondo digitale sono infinite: etichette di vestiti intelligenti che vengono lette dalla lavatrice e che permettono la configurazione automatica del migliore programma di lavaggio; veicoli che possono percorrere notevoli distanze senza intervento umano, frigoriferi in grado di prevedere ed avvisare quando stanno per finire le scorte di latte o le scadenze dei cibi; sistemi di coltivazione intelligente in grado di capire quando irrigare o raffreddare i campi, bracci meccanici in grado di effettuare operazioni comandati da grandi distanze.

Con l’evento “Make & Share” è stato possibile affacciarsi a guardare per poche ore sul futuro che ci aspetta e che è molto più vicino di quello che si possa pensare.

Questo è Green Factory, un sofisticato progetto di coltivazione intelligente. Tramite un sistema di sensori ed attuatori, l’apparato è in grado di decidere momento per momento la giusta quantità di luce, di acqua, e di ventilazione, in funzione dei valori che vengono letti dai vari sensori di luce, temperatura, umidità utilizzando un arduino opportunamente programmato ed inscatolato.

Il progetto è stato ideato da Umberto Russo, co-founder della MUGA ICT di Benevento: www.mugaict.com

Queste invece sono stampanti 3D.

Per capire l’importanza delle stampanti 3D e di come potrebbero cambiare determinati equilibri economici, provate ad immaginare che costose attrezzature mediche necessitino con urgenza di pezzi di ricambio disponibili dall’altra parte del globo, e che sia possibile invece realizzarlo localmente con un opportuno file.

Non chiamateli robot. Quello che ha in mano questo giovane ingegnere sembra la carcassa di un floppy che ha il fondo di un recipiente di detersivo termoincollato su di una estremità.

Si tratta in realtà di un sofisticato robot in grado di muoversi e spostarsi autonomamente in un ambiente sconosciuto utilizzando sofisticati sensori.

(Se vi sembra un semplice esercizio di laboratorio Google ha investito un bel po’ di capitali nel suo progetto “Google self driving car”)

L’altro robot, invece, serve ad insegnare i rudimenti di robotica ai più piccoli, tramite un linguaggio semplificato di programmazione.

Il miniveicolo robotizzato viene guidato dal PC affianco che include un sistema di simulazione del comportamento dell’apparato per effettuare test prima che si passi effettivamente a connettere le apparecchiature.

Per  realizzare fisicamente il braccio meccanico nero che vedete in foto ci sono volute più di 48 ore ininterrotte per la “stampa” 3D. Il braccio effettua gli stessi movimenti di chi indossa uno speciale guanto costruito da questi giovani ingegneri.

Muovendo le dita della mano che indossa il guanto il braccio meccanico compie gli stessi movimenti.

La Geolumen è una giovane startup beneventana che si occupa di illuminazione intelligente. L’idea ingegnosa è di costruire sistemi di lluminazione che comunicano tra di loro costituendo una mesh network.

Quello che colpisce la mia attenzione è un minuscolo interruttore senza fili che è in grado, in qualunque posto della casa, di accendere o spegnere un qualunque apparato semplicemente comunicando con il punto luce più vicino e senza utilizzare batterie.

Vi invito a dare uno sguardo al loro sito http://www.geolumen.it/

L'illuminazione intelligente della Geolumen

La LILIS (http://www.lilis.it), Laboratorio per l’Informatica Libera Sannita, è tra gli organizzatori dell’evento, e dall’impegno di un gruppo di informatici campani promuove l’introduzione del Software Libero nella Società, nella Scuola e nella Pubblica Amministrazione. Secondo Linus Torvalds, l’ideatore della filosofia del Software Libero, infatti, “il sapere e l’accesso alle informazioni debbono essere liberi e alla portata di tutti“.

(Molti confondono il Software Libero con il software che si può ottenere senza pagare. Piuttosto che aprire un vaso di Pandora invito il lettore a guardare qui: http://www.gnu.org/philosophy/free-sw.it.html
Se siete arrivati fino a qui senza mai aver sentito parlare del Software Libero è il caso che diate una lettura)

Maurizio Barbato (LILIS)

Maurizio Barbato mi mostra un esempio di applicazione di software libero: una specie di flauto autocostruito connesso ad un Arduino con una serie di pulsanti ed un cicalino alla fine.

In pratica uno strumento musicale elettronico che è possibile realizzare con materiali e componenti disponibili liberamente ed a basso costo.

Molti degli esperimenti mostrati sono realizzati da ingegneri di Open Makers Italy. L’assocazione propone e realizza progetti innovativi in ambito tecnologico per lo sviluppo di modelli di business alternativi e sostenibili. Il sito è www.openmakersitaly.org

L’evento è solo uno sguardo sul futuro che ci aspetta.

Tech Coffee è un Think Tank che vuole creare network e offrire supporto alla comunità di appassionati e professionisti del settore tecnologico. Per i prossimi eventi si rimanda al sito ufficiale: www.techcoffee.it

Informatici Senza Frontiere, tra gli altri organizzatori dell’evento, offre il proprio tempo, le proprie competenze, esperienze e passioni informatiche per realizzare progetti no profit, privilegiando contesti di emarginazione e difficoltà e situazioni di emergenza, in Italia e nei Paesi in via di sviluppo.

Il sito ufficiale è www.informaticisenzafrontiere.org

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Sono Michele Sabella, Dottore in Scienze Dell’Informazione laureato presso l’Università degli Studi di Salerno. Consulente informatico, fotografo, giornalista iscritto all’ordine dal 2012, e VisualeDigitale è il mio progetto di comunicazione.

Ho lavorato diversi anni nel settore ICT (qui il mio profilo Linkedin). Disperatamente innamorato  (e non ricambiato) della mia terra e della mia città, dopo diverse collaborazioni con testate giornalistiche locali come giornalista e fotogiornalista reportage, negli ultimi anni mi sono interessato al web marketing, ovvero come aiutare le piccole e medie imprese ad acquisire nuovi clienti, o a cercare di tenersi buoni quelli esistenti, tramite il proprio sito ed i social, ed alla fotografia, in particolare ai tour virtuali di qualità professionale, aderendo al network di imprese  you360.it, ed alla fotografia di matrimonio ed eventi privati.

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